Welcome



La Periferia con le sue storie, le idee, i pensieri e le immagini di un luogo dove non succede mai niente.

...inoltre: cinema, fotografia, cultura e altre cose che mi passano per la mente.

giovedì 14 luglio 2011

Sherlock Holmes II - Il Trailer

E' uscito il trailer di Sherlock Holmes: A Game of Shadows che probabilmente vedremo anche in Italia a dicembre. Uno dei pochi titoli americani a far guerra alle commedie nostrane sotto Natale.
Guardando il trailer non posso che essere deluso, Sherlock Holmes sembra sempre più uomo action in mezzo a inseguimenti e sparatorie pirotecniche, resta da sperare che ci sia un minimo di trama.
Ottimo l'inserimento di Noomi Rapace, che con la saga Millennium sembra essersi ritagliata un angolo di notorietà anche negli states (il suo nome è nei titoli del trailer, cosa di rilievo).

Qui sotto il trailer con introduzione di Robert Downey.

mercoledì 13 luglio 2011

Periferia XV - ferite aperte















Sono al bar, devo aspettare un amico che non arriva. Avevamo appuntamento un quarto d'ora fa, ma come direbbe lui: al bar si aspetta sempre volentieri! Sarà...
Bevo e nel frattempo do uno sguardo veloce alla gazzetta.  Litigano per uno scudetto di cinque anni fa. La richiudo immediatamente.
In quel momento si avvicina un ragazzo sulla trentina, con fare amichevole, troppo amichevole per i miei gusti. Vuole da accendere, lo accontento. Mi chiede alcune indicazioni per prendere il treno la mattina dopo.  Deve stare in giro tutta la notte visto che non può pagarsi un albergo. Dopo poco si siede, sapevo che lo avrebbe fatto, era inevitabile.
Non è il classico disperato che vaga per la città senza una meta e neanche il punkabbestia che gira per il mondo con 20 euro in tasca. E' abbastanza normale, visibilmente stanco e poco curato, ma come molti alla fine di un viaggio. Finita l'università e con un lavoro precario alle spalle, aveva deciso di abbandonare la grande città per prendersi un periodo libero; era in giro da più di un mese, partito senza una meta precisa  girovagando fra Italia e Francia, vivendo alla giornata e spendendo quello che poteva. 
Mi parla di una ragazza,  in quel momento i suoi occhi si fanno più spenti, un racconto di una storia d'amore finita male come tanti sentiti in precedenza. Lei è una sorta di madonna dal cuore nero capace di rovinare nel peggiore dei modi la vita al nostro amico. Mi confessa perfino che ad un certo punto era arrivato a seguirla di notte e pensava al suicidio nel resto del tempo.

Un pazzo?
No, uno come tutti noi. Perché alla fine può succedere a tutti di ritrovarsi a girovagare per la città con le idee più strane in testa e una voglia matta di farla finita per colpa di una stronza, che magari in fin dei conti così stronza neanche lo è.

Preso dal male di vivere, la gelosia che lo divorava giorno dopo giorno, e l'ossessione per lei che ormai faceva da padrone la sua vita, era sull'orlo del precipizio. Una mina vagante che per non esplodere decide di andarsene e spegnersi pian piano allontanandosi da quella che ormai era per lui una zona di guerra.
L'esilio volontario come unica forma di sopravvivenza. 
Ma ora è il ritorno a casa a spaventarlo. L'idea di tornare a vivere a Roma, in quel mini appartamento di periferia, con un'afa insopportabile, il traffico, lo smog e il caos generale sono per lui una sorta di spettro da scacciare. Mi guarda con gli occhi di chi vede con invidia il giardino del vicino, vorrebbe anche lui la tranquillità della provincia con i ritmi lenti e verde ovunque.
A parer mio è solo paura di confrontarsi con la sua vita e i suoi fantasmi passati.

Dopo poco se ne va, si è accorto di aver detto più di quanto fosse necessario, non vuole trattenersi oltre. Non lo fermo, è stata una conversazione interessante ma ho poco da dirgli e non penso di poter lenire una ferita che per altro si sta rimarginando da sola.
Ci salutiamo con la promessa di beccarci su facebook. Non succederà ma va bene così.
Ritorno ad aspettare.

lunedì 11 luglio 2011

Tom Crooze - Kicking impossible

un grazie a Nanni Cobretti de i400calci per avermelo ricordato.
Era uno di quei video parodia realizzati per gli Mtv Movie Awards. Saranno passati 10 anni ma resta uno dei migliori di sempre.

L'ultimo Terrestre - Teaser Trailer

E' uscito da pochi giorni ma si è già diffuso a macchia d'olio sui blog e su facebook.
Gipi ci tiene a precisare che il teaser è stato montato di fretta durante le riprese. Qui un suo post al riguardo.
In ogni caso ho molte aspettative per questo film e grande fiducia nel suo regista.



PS: sono usciti anche i teaser di Ruggine di Daniele Gaglianone e Diaz di Daniele Vicari.

giovedì 7 luglio 2011

Momenti d'Ira

Il cinema è morto negli anni 70, forse...
Quando ripenso a Barry Lyndon, ho voglia di bruciare tutti i miei dvd dal 1980 in poi.
Poi mi ricredo e mi calmo, lo riguardo e...
Morite tutti cinematografari di oggi! Sopratutto voi registi di kubrickiana memoria!





martedì 5 luglio 2011

The Fighter - Un appunto su Christian Bale

The Fighter di David O. Russel è la storia del pugile Micky Ward e la sua lotta per la conquista del titolo di campione dei pesi Welther.
E' un buon film, una parabola di vita molto cara al cinema americano che si può riassumere in: dalle stalle alle stelle con tanto cuore e tanto impegno. Un moderno Rocky che non aggiunge nulla di nuovo al panorama cinematografico non fosse per le grandi interpretazioni dei suoi attori.
Bravi Mark Wahlberg e Amy Adams, grandissima Melissa Leo nei panni della madre possessiva e sconclusionata  (premiata con l'Oscar), eccezionale Christian Bale che interpreta Dickie il fratello tossicodipendente  (premiato con l'Oscar).
Christian Bale appunto. Il film vive della sua interpretazione. Non solo il fisico magro e distrutto, ma le movenze e le espressioni che imprime al suo personaggio mi hanno ricordato interpretazioni come quelle di Robert De Niro ai tempi d'oro. Bale riesce a spostare l'attenzione su di se, in parallelo con Dickie che vuole i riflettori puntati su di lui nonostante il fratello campione, conquista lo spettatore come conquista l'ammirazione dei carcerati. Una mimesi perfetta e sbalorditiva; la facilità con cui sembra dare vita ad un personaggio difficile e con molte sfaccettature, riuscendo ad entrare con anima e corpo in quel pugile fallito schiavo delle droghe e degli eccessi ha dell'incredibile.
Una prova d'attore da ricordare e rivedere più volte.


venerdì 1 luglio 2011

Periferia XIV - Dagli Ace of Base alla discoteca il passo è lungo













In ogni neo-adolescente rispettabile prima o poi arriva la scoperta del rock. Ad un certo punto scopri un mondo di suoni e musica che prima non faceva parte della tua vita. Se questa scoperta non arriva è giusto preoccuparsi. La probabilità di diventare un giovane tamarro di periferia aleggia fortemente su di te. 
Ringrazio un Dio a caso, per avermi fatto sentire il suono delle chitarre e aver scacciato via quel pericoloso destino fatto di occhiali catarifrangenti, vestiti aderenti, musica assordante e tutta una serie di manie e fisse discutibili.
Io lo posso dire, alcuni di voi no. Io non ho mai avuto le Buffalo. 











All'epoca spaccavano di brutto fra i 15enni coglioni. Erano le scarpe più brutte mai prodotte dall'uomo e costavano pure tantissimo. Io non ce l'avevo ed ero un po' sfigato per questo. 
Alla luce di ciò avrete capito che non frequentavo la gente giusta. Non ancora. 
Mi sono perso. Torno al punto di partenza.
La scoperta del rock. Tutto ad un tratto sparirono dalla mia testa gli Ace of Base e le varie Hit Mania Dance Estate e arrivò il fenomeno Nirvana. Con grande ritardo scoprivo Kurt Cobain, il Grunge, la depressione e il suicidio con fucilata in testa. Il biondino di Seattle era solo l'inizio, c'era tutto un mondo da scoprire ed era tutta roba incredibile.
In quegli anni però bisognava prendere una posizione (almeno dalle mie parti), il Brit Pop e i nuovi idoli targati Regno Unito non ammettevano scelte multiple. Oasis Vs Radiohead. I moderati erano per i fratelli Gallagher e gli alternativi per Thom Yorke e soci. Di musica non ci capiva un cazzo nessuno, ma era come votare a destra o sinistra. A 18 anni voti ma non ti fai molte domande.
Io all'epoca Oasis tutta la vita, in piena adolescenza non avevo voglia di esser triste, già c'erano i coglioni con le Buffalo se ci aggiungevo No Surprises era la fine. 
Intanto gli anni passavano, il fisico cambiava e la discussione musicale si spostava sul passato. Era il momento degli anni '70. Lì tutti i gruppi andavano bene, perché erano tutti troppo meglio. Fanculo il presente, è Woodstock la nuova mecca spirituale. Era una gara a chi ne sapeva e ascoltava di più, internet non c'era (almeno a casa mia) e la cultura te la facevi a forza di libri, speciali su MTV e dischi masterizzati. Se avevi i soldi te li compravi, ma chi ce li aveva i soldi?! (intanto avevo cambiato amici)
Si parlava di tanti gruppi, chitarristi mondiali, cantanti drogati, e quando la discussione si faceva accanita si finiva sempre per tirare fuori lui. Frank Zappa. Parlare di Zappa faceva molto spocchia, era da intenditori e tutti ne parlavano un gran bene. 
Frank lì, Frank là, è un mito, ha fatto questo e quello. Ok ma diciamocelo: ma chi cazzo l'ascoltava Frank Zappa? 
Tutti a parlarne ma alla fine non se lo inculava nessuno. Povero Frank si meritava meno parole e più dischi comprati.
Dopo gli anni '70 sapete anche voi cosa c'è. Purtroppo si. Il Metal. 
Ragazzi ve lo giuro io ci ho provato, ho ascoltato tutto quello che c'era da ascoltare. Perdonatemi. A me gli assoli di 5 minuti, gli urli, i rimandi satanici e quant'altro mi fanno profondamente cagare. 

L'arrivo del Metal segnava una nuova svolta e imponeva un cambio di look. I capelli lunghi, gli anfibi, il giacchetto di pelle, le Tshirt dei Metallica e tutto rigorosamente nero. D'inverno hai freddo e d'estate hai caldo. Mai una ragazza e quando c'erano era un qualcosa di veramente lontano dal mio concetto di donna.
Allora ho provato con il Punk.
Ho abbandonato subito.
Non ero tagliato per la vita da Punk. Odiavo vestirmi da poveraccio, bere vino terribile alle tre del pomeriggio e vomitare mezz'ora dopo. La musica non era così trascendentale, e ad eccezione di qualche gruppo mi sembrava tutta uguale. Intanto fiorivano tutte queste cover band improvvisate dove l'importante non era suonare ma essere Punk. E io non lo ero.
Quindi.
Fanculo il Punk. Fanculo il Metal. Fanculo le cover band. 
Avevo scoperto il Cinema, Bob Dylan, Sinatra e un sacco di roba non schierata. Mi vestivo come cazzo mi pareva ed avevo smesso di girare con diversa gente. Avevo ripreso gli amici storici, quelli di paese che se ne fregano delle convenzioni sociali e vogliono divertirsi.
Avevamo la macchina e volevamo la discoteca, con la sua musica brutta e fastidiosa, e quella cosa che il Metal non aveva ma a quell'età contava più di tutto. E non era certamente l'ecstasy.

Conclusione:
Se non avete mai ascoltato All That She Wants non potete capire gli anni '90.