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La Periferia con le sue storie, le idee, i pensieri e le immagini di un luogo dove non succede mai niente.

...inoltre: cinema, fotografia, cultura e altre cose che mi passano per la mente.

mercoledì 14 dicembre 2011

Morti di Sonno


















Davide Reviati racconta la vita di un gruppo di ragazzini nel villaggio ANIC, complesso petrolchimico di Ravenna nato nel 1958. Anni dell'infanzia, dell'adolescenza e la giovinezza che accompagnano il lettore in un viaggio complesso e affascinante in un'Italia operaia tra il boom economico e i mondiali di calcio dell'82. 
Nel mezzo tante partite di calcio, giochi stupidi e meravigliose cavolate all'ombra di un complesso industriale portatrice di una morta invisibile in cui convivono (in)consapevoli tutti gli abitanti del villaggio.
Reviati da ravennate racconta una storia lui vicina, forse vissuta in prima persona e sicuramente sofferta in alcuni passaggi. Un tratto affascinante e sfuggente, che può con pochi tratti delineare azioni e momenti bellissimi ma allo stesso tempo svanire nella memoria del lettore con quella miriade di personaggi che entrano ed escono e forse un po' si somigliano.

Morti di Sonno è una graphic novel d'autore di grande impatto emotivo, vorremmo sapere di più e capire meglio alcuni passaggi che Reviati nasconde nei meandri della narrazione. Vorremmo un quadro preciso delle conseguenze sugli abitanti causate dall'ANIC. Vorremmo un resoconto storico, ma è una graphic novel non una puntata di Report e nonostante quell'amaro in bocca che rimane; commuove e prende il lettore proprio per quella sincerità con cui l'autore ci racconta una storia radicata in anni che non torneranno mai più. 
Anni dove i protagonisti vivevano con la morte ma assaporavano fortemente la vita.

In alcuni momenti ho sentito forti analogie con Gipi di Esterno Notte ma questo non pregiudica la grande qualità dell'opera di Reviati. Se ne avete occasione acquistatelo.

domenica 11 dicembre 2011

Scialla!












Scialla! è una commedia italiana diretta dall'esordiente Francesco Bruni.
Un esordiente di tutto rispetto, perché Bruni è lo sceneggiatore storico di Paolo Virzì, chee nonostante un'apparenza da film scemo su dei ragazzini tamarri di periferia, realizza una gradevole commedia all'italiana di tutto rispetto.

Scialla! ambientato a Livorno, sarebbe stato un film di Paolo Virzì, ma Francesco Bruni romano doc lo ambienta nella capitale e la sua sottocultura fatta di mode discutibili e un gergo giovanile tipico del colosseo e dintorni. Quindi vai con "Scialla", "bbella bru'", "me se accolla" a ripetizione, e citazioni gratuite a Romanzo Criminale tipo: "stecca para pe' tutti... Se pijamo Roma".

Le premesse iniziali sono terribili. Il film inizia con un ragazzino distratto in classe, che ascolta l'Hip-Hop romano e girando per i corridoi della scuola con mosse da pugile. Agevolo contributo video, vedere per credere.
















Non scappate dal cinema, restate seduti.
Scialla! nonostante tutto è carino, divertente e ben fatto. La strana storia di riconciliazione fra Luca e Bruno saprà coinvolgerci e portarci fra i vicoli di Roma come pochi film prima di questo. Un ottimo Fabrizio Bentivoglio riesce a tratteggiare un uomo che ha dato addio alla vita e tira avanti senza preoccuparsi di niente e nessuno fino all'arrivo di un figlio inaspettato alle prese con problemi adolescenziali e scolastici. Bravo anche l'esordiente Filippo Scicchitano, che va spesso sopra le righe ma dimostra buone doti attoriali e grande disinvoltura davanti la macchina da presa.
Nota negativa il personaggio di Vinicio Marchioni e i risvolti che porta alla trama. Per carità Marchioni è bravo, ma è proprio l'ultima mezz'ora dove prende piede la figura di questo pseudo gangster (citando nuovamente RM e il Freddo) che va a rovinare un buon film con una carica eccessivamente buonista. E' una scivolata che lascia un po' di amaro in bocca ma non pregiudica quanto di ben fatto prima.

In definitiva un buon esordio, con alcune sbavature, che merita sicuramente una visione. Anche solo per ritrovare un cinema italiano leggero e coinvolgente senza volgarità.

venerdì 9 dicembre 2011

Peggio della crisi c'è Fabio Volo














Non parlerò de Il giorno in più di Massimo Venier, semplicemente perché non l'ho visto.

Piuttosto notavo che è uscito questo film con Fabio Volo. Da un soggetto di Fabio Volo. Tratto dall'omonimo libro di Fabio Volo, con copertina di Fabio Volo.
Nel tempo libero Fabio Volo è un DJ radiofonico di successo, conduttore televisivo e doppiatore di film d'animazione (es. Kung Fu Panda 2).
Se tutti facessero come Fabio Volo non ci sarebbe misura economica che tenga, disoccupazione alle stelle con 10 milioni di persone che fanno tutti i lavori mentre gli altri muoiono di fame.

Per il resto, da quanto ho capito, Fabio Volo non ha moglie e figli ma ha una grande fama di donnaiolo.

Aggiungendo la sfera lavorativa a quella privata ed estendendola su larga scala si ottiene uno scenario alla Children of Men.
















Quindi, mi raccomando non fate come Fabio Volo.

PS: che poi a me Fabio Volo sta pure un po' simpatico.

mercoledì 7 dicembre 2011

Il gregge che pascola su Facebook.


In questi giorni va di moda scrivere su fb che anche il Vaticano deve pagare l'ICI.
Aggiornamenti di stato che ripetono bene o male: 

Se non puoi pagare l'ICI comprati una chiesa.
Pagate l'ICI merde!
Pretendere l'ICI dalla Chiesa Cattolica è un dovere.

Io ho avuto un "addestramento" cattolico come ho già detto qui, e ora di cattolico ho ben poco. Però  quando leggo questi commenti mi deprimo.
Sono d'accordo a far pagare alla Chiesa l'ICI (nuova IMU) su tutti quegli immobili adibiti ad attività imprenditoriale (circa 30mila). Qui trovate un articolo di repubblica abbastanza esplicativo.
Sinceramente mi sembra assurdo far pagare una tassa ad un luogo di culto, che il più delle volte è di ritrovo e preghiera per una parte della popolazione. Siano pure Moschee o Sinagoghe. Tutti hanno diritto a poter professare la propria fede.
Poi c'è anche qualche illuminato che pretende l'ICI sul Cupolone, quando a occhio e croce è edificato su un altro stato.

In ogni caso il punto del mio post è un altro.
Sarà mica che Facebook ci rende tutti più pecoroni di quello che siamo già?! Muore Steve Jobs e tutti a condividere. E via così per altri mille avvenimenti, talvolta inutili. Si esprime un pensiero condiviso da molti e ci si associa a quello che il popolo della rete dice senza minimamente cercare informazioni o approfondire le notizie. Il più delle volte la contestazione è basata su una vignetta o una foto. Gli articoli online più lunghi di 20 righe non hanno grande successo, troppo impegnativi da leggere.

Da Facebook degli ultimi mesi posso dedurre:
  • La Chiesa Cattolica è il male.
  • La Apple è il bene.
  • In molti erano amici Steve Jobs e Marco Simoncelli.
  • I leghisti sono degli stronzi perché non vogliono le moschee e sono razzisti.
  • Nessuno ha votato Berlusconi.
  • Il governo Monti ci salverà.
  • Il governo Monti ci sta uccidendo.
E' solo una mia impressione che tutto ciò non ha senso?
Lungi da me difendere la Chiesa, che per tante ragioni (storiche e attuali) è il male assoluto. 
Voi che l'attaccate siamo sicuri che non vi sposerete con rito cattolico? 
Quando visitate una città, andate mai a meravigliarvi gli occhi nella cattedrale di turno? 
Non siete soliti dire che all'estero se lo sognano il nostro patrimonio di monumenti?
Eravate con Pisapia per l'apertura della Moschea? Non è che i Mussulmani credenti che vivono in Italia sono ganzi e gli Italiani che vanno in chiesa sono stronzi?
Un minimo di coerenza morale, no?

Prendiamo la Apple. Tutti a trattarla come se fosse un'organizzazione caritatevole. Tutti a condividere la morte di Jobs e usare il logo aziendale come immagine del profilo.
La Apple va di moda, si è creata questa aura di impresa del bene e il popolo di Facebook risponde incoronando la morte del suo Amministratore Delegato come l'evento dell'anno. Neanche un mese dopo tutti a indignarsi contro il capitalismo e le sue Corporation che si riempiono di soldi e avvelenano il mondo.
E in molti si sono indignati scrivendolo su Facebook con l'Iphone! Un po' d'ipocrisia forse?

Infine veniamo ora all'impero del male 2.0 e il suo imperatore: Mark Zuckerberg.
Mi raccomando parlatene male e attaccatelo come avete fatto fin'ora. Naturalmente su Facebook.

Cari amici del social network F A T E  R I D E R E ! ! !


















lunedì 5 dicembre 2011

Maccio chiama e l'italiano medio risponde
















L'ultimo video di Maccio Capatonda è una piccola critica verso l'Italia e i suoi cittadini, condita da battute degne dei trailer di una volta.
Signor Rossi! ha saputo?! La benzina è aumentata ancora!! .........Ma a me che cazzo me ne frega? Io c'ho il Diesel!!


Un genio Maccio. Ma ancora meglio i commenti che trovate sotto il video, tra cui spicca il big fail dell'anno di tale MrCore3. Il quale dice:
UN FILM DI DINO CRISI AHAHAHAHAHAA il gioco su ps1 italianizzato

Bello scoprire che per alcuni il videogioco Dino Crisis è più conosciuto del regista de Il Sorpasso.

AGGIORNAMENTO
Fioccano nuovi commenti simili. Non era un caso isolato.

domenica 4 dicembre 2011

Empire Magazine in Italia

Curata da FunFactory Enterteinment, finalmente esce anche in Italia Empire Magazine una delle riviste di cinema più vendute nel mondo.


















Al prezzo lancio di 2€ questo nuovo mensile di cinema cerca la vetta di un mercato dominato da riviste come Ciak e BestMovie. Se vi piace Nocturno o Duellanti, lasciate stare, non ci sono approfondimenti tematici o lunghi saggi da leggere; è una rivista d'informazione generalista che si occupa in gran parte del cinema mainstream e i suoi protagonisti.

Non sono un grande amante di questo tipo di magazine, di solito arrivano in ritardo su notizie già sentite e affrontate in rete con maggior attenzione, le interviste sono la sagra dello scontato e le recensioni sono pessime senza mai fare torto a nessuno. Ad una prima occhiata distratta Empire sembra la fotocopia di Ciak.
Invece dopo una lettura più attenta direi che merita attenzione perché ci sono dei segnali positivi e nuovi propositi interessanti.

Andiamo al dunque.

Note NEGATIVE
  • Le recensioni sono pochissime e si occupano per lo più di dispensare buoni voti a tutti.
  • La sezione dedicata alle uscite home-video recensisce dvd che il cinefilo non comprerebbe mai.
  • Bene o male è Hollywood-centrica.
  • La copertina d'esordio è brutta.
  • Ci sono pagine con: quiz, battute o le 5 frasi di...
  • Se non ve ne frega un cazzo di Videogames ci sono 20 pagine dedicate ad essi.

Note POSITIVE
  • L'impostazione grafica (eccetto copertina) ed editoriale mi sembra buona.
  • I contributi sono un mix fra pezzi inediti e tradotti.
  • Le interviste sono veramente ben fatte, non il solito scambio di domande da cinque minuti in anteprima stampa.
  • Ottimi gli approfondimenti, con materiale inedito e comparto fotografico talvolta eccezionale.
  • Inutile puntare sulle recensioni quando hai le mani legate da pubblicità e politically correct.
  • Ci sono 20 pagine dedicate ai videogames.

Insomma io sono rimasto abbastanza contento per quello che mi aspettavo. Sicuramente una boccata di acqua fresca nel campo dei mensili cinematografici, alla faccia di uno stantio Ciak ed un sempre pessimo Best Movie.

venerdì 2 dicembre 2011

Nella posta di oggi














Oggi ritirando la posta dalla cassetta sono rimasto piuttosto sorpreso.
Ho trovato una lettera a me intestata, inviata da una società che opera nel settore della moda alla quale avevo mandato il mio curriculum.
Appena l'ho vista ho pensato: ma te guarda questi, gli ho mandato il CV da neanche una settimana e loro lo usano per prendere i dati e mandare pubblicità a casa. Maledetti.
Ma d'altronde non si degnano neanche di rispondere via mail, ricevono migliaia di curriculum in questo periodo, figurati se lo leggono. Tanto vale prendere i dati sensibili, l'unica cosa di valore.

Invece mi sbagliavo. La lettere è intestata, ed è di risposta alla mia mail. E' cortese, precisa nei confronti di quello che avevo scritto, ed è perfino firmata di pugno dall'amministratore delegato.
Boh... mi è sembrata una cosa incredibile nel panorama attuale. Mai successo. Non è nulla di trascendentale, ma è una forma di educazione verso chi si propone al mondo del lavoro.
Forse nel mondo della moda, sono più "eleganti" di quello che pensavo! In ambiente culturale questo tipo di attenzioni scordatevelo.

Ah, chiaramente era una gentile lettera di rifiuto, dove vengo informato che il loro staff è al completo.
Non è che ho fatto 13, e neanche 12... segnalavo la mia sorpresa