Vi piacciono le scene super tamarre con la musica a palla?
Io ne vado pazzo.
Vi piacciono gli AC/DC?
Io insomma, ma al cinema spaccano di brutto.
E allora, visto che nel cinema hollywoodiano degli ultimi anni, se non piazzi una scena con il pezzo rock-vintage a volume altissimo, non puoi fregiarti del titolo Action Fracassone che vuole gasare un casino. Ecco in rassegna alcune scene con gli AC/DC a palla!
Più action casinista che mai, non ha il mordente che piace a me con troppe scene d'azione che si accumulano sulle altre. Però ci lancia una scena volante con ancora If Want Blood You've got It.
Il supereroe fracassone si lega a doppio filo con gli AC/DC, a dispetto dei Black Sabbath, esordisce con Back in Black. (scusate la qualità ma non si trovava altro)
E arriviamo all'apoteosi con la sequenza Tamarro-Patriottica da applausi in Battleship. I vecchietti, i discorsi importanti, le scenette inutili. la Missouri che solca l'oceano e Thunderstruck a tutto volume... Mi ha preso una fotta che volevo quasi arruolarmi in marina.
PS: tutti i soundtrack degli AC/DC li trovate QUI.
-Ciao, vorrei vedere quel documentario sulla New Hollywood di cui mi parlavi.
-Easy Riders, Raging Bulls?
-Esatto.Sai mica dove posso trovarlo?
-E' difficile da reperire. C'è in quel negozio in vendita a 17,90.
-No non vorrei comprarlo,costa troppo.
Un dialogo di poco tempo fa, ma come mile altri in questi anni. Alle volte mi trovo a parlare con persone che vorrebbero vedere vecchi film, o altri difficilmente reperibili. Mi chiedono info, ma alla fine ciò che cercano è un mio prestito o in alternativa una copia masterizzata.
Levati i veri amici, io ho detto basta. Non presto più niente e allo stesso tempo non masterizza più niente, mi sono rotto le palle. Io dico di scaricare da internet e in alternativa all'acquisto, andare al buon vecchio videonoleggio. Non sai scaricare, non puoi aspettare, non vuoi spendere da 10 a 15 eu, vai al videonoleggio e spendi qui 3-4 euro per una sera.
Invece la risposta tante volte è sempre elusiva.
Sono tempi duri. Non ho soldi da buttare e certe cifre per vedere un film sono troppo alte.
Tutto vero, se non fosse che mediamente un dvd originale costa quanto due pacchetti di sigarette. Quanto due birre medie o due semplici gratta e vinci. Eppure in molti continuano a ripetere che costano troppo!
Io tra i 15 e 25 anni ho finito i miei miseri risparmi tra il videonoleggio e l'acquisto di fumetti. Tutt'ora non mi sembrano spese eccessive. Sono vizi culturali, piaceri, e come ogni svago si paga. Nulla è gratis oggi.
Cosa è cambiato? Internet ha cambiato tutto. Come per la musica, anche nel cinema la pirateria non ha solo significato il poter fruire gratuitamente di un film o una serie televisiva; ma ha cambiato il valore che noi diamo al prodotto filmico in se.
La possibilità di scaricare o vedere in streaming un film, ha generato una perdita di valore una volta uscito dalle sale. Se dieci anni fa l'ipotesi di un cellulare da 1milione e duecento mila lira ci sembrava fantascienza, oggi avere l'Iphone o similari è normale, quasi scontato. Comprare un dvd da appena 10 euro ci sembra invece una spesa folle, da rimandare a tempi migliori.
In preda a raptus consumistici vedo persone comprare televisori piatti full hd di dimensioni oscene, pere poi guardarci miseri Divx scaricati da audio e video mediocri. E' una pazzia lo so, eppure è quanto di più comune ci sia al giorno d'oggi.
Unknown è un filmaccio che riesce nell'intento di farvi passare due ore a chiedervi:
Perché lo sto guardando?
Purtroppo quel piccolo barlume di curiosità nella trama e qualche scena d'azione qua e là vi porteranno fino in fondo alle avventure di Liam Neeson. Un attore che una volta faceva film impegnati, o almeno ci provava, adesso a quasi 60 anni si è messo a fare film d'azione dove picchia e guida come una star d'azione. I copioni non li legge, come Bob De Niro o Nic Cage guarda direttamente il saldo del compenso e sulla base di quello decide.
Unknown ha una trama articolata quanto semplice. Liam Neeson e moglie arrivano a Berlino, una valigetta viene dimenticata in areoporto, arrivati in Albergo la moglie va nella Hall e Liam parte senza dire nulla per andare a recuperare la valigetta. La tassista è Diane Kruger. Il cellulare del protagonista non funziona e 5 minuti dopo volano giù da un ponte per un incidente. Evvai.
Liam si risveglia dal coma dopo qualche giorno, e quando esce dall'ospedale si accorge che al posto suo c'è un altro e anche sua moglie non lo riconosce. Senza documenti e nessun amico che possa confermare la sua versione, lotta e combatte per riappropriarsi della sua identità e capire il mistero.
Da qui in poi ex agenti della Stasi, Frank Langella che fa il cattivo, intrighi internazionali di dubbia credibilità, assassini con l'immancabile suv e baci appassionati senza motivo.
Sono diffidente verso questo genere di trame, dove il protagonista da un giorno all'altro non viene più riconosciuto e la sua vita rubata, sono film che reggono fino alla spiegazione finale che di solito è fantascientifica se non fantasiosa. Unknown invece cerca di arrivare a una risoluzione plausibile, e per arrivarci usa (chiaramente) una serie impressionante di svolte improbabili che in molti casi non hanno nessun senso narrativo.
Un film che vuole essere un action realistico, ma finisce per essere una cazzata di proporzioni epiche. Figlio di Io vi Troverò, copia di Jason Bourne nella trama, le scene e l'ambientazione. E' pacco imperdibile per gli amanti del genere. Vi avviso il trailer spoilera alla grande.
Una sera faceva caldo, la città era deserta e molti locali erano chiusi. Alle 22.15, qualcuno propose Capitan America. Proposta accettata!
Ho visto la versione "normale" non in 3D, ma non credo di essermi perso qualcosa.
Lo avevo già accennato in un vecchio post.
Captain America: The First Avengers di Joe Johnston è un film mediocre da qualsiasi punto di vista. Francamente mi sono annoiato per due ore nell'attesa di un colpo di scena che non è mai arrivato.
Il trailer del film ed alcuni screenshots promettevano bene, avevo letto alcune recensioni positive e l'ambientazione anni 40 mi ricordava il buon vecchio Indy.
La storia è quella del giovane Steve Rogers pieno di buone intenzioni e coraggio che vuole entrare nell'esercito ma si vede puntualmente scartare. E' troppo magro e basso per farne parte. Poi un dottore gli da finalmente l'occasione che aspettava. Arruolato in un reparto speciale, verrà scelto come cavia in un esperimento segreto. Il piccolo Steve Rogers diventa il simbolo della forza americana, il potente Captain America. I cattivi però non sono i nazisti, ma una loro divisione autonoma che dispone di grande forza e tecnologia per conquistare il mondo intero. L'Hydra guidata da Red Skull diventerà l'obiettivo di Cap e i suoi.
Captain America è uno dei peggiori cine-comics degli ultimi anni, grande dispiego finanziario per realizzare un film senza ritmo e azione. Parte bene, ma poi si contrae su stesso nel dover spiegare tutto e preparare la scesa in campo del protagonista. Momento che arriva dopo quasi un'ora di film e non certo un momento da ricordare, ma piuttosto una triste incursione in una base nemica. Il difetto di Cap è proprio quello del non-supereroe, non abbiamo mai l'impressione che Steve Rogers sia un super soldato imbattibile, ne riesce ad emanare quell'aura di figura carismatica. E' difficile immaginare un super-eroe che irrompe in un campo nemico pieno di soldati armati fino ai denti, e lui che può essere ferito e ucciso come un qualsiasi umano, li sbaraglia tutti con sganassoni e lanci di scudo a mo' di frisbee.
Gli attori sembrano essere in vacanza più che su un set, paradossalmente quello che s'impegna di più è Chris Evans, il peggiore della compagnia. La ragazza di turno è sconosciuta tutta curve in divisa, più anonima che pessima. Poi c'è Tommy Lee Jones, Stanley Tucci e Hugo Weaving, che vanno con il pilota automatico aspettando le ferie.
Chiaramente la fine del film è subordinata all'imminente The Avengers. L'ammucchiata definitiva.
Easy Girl è la classica commedia americana per ragazze ambientata nelle High School.
Olive (una bravissima Emma Stone) sfigata incompresa, troppo intellettuale e poco appariscente per essere notata, nel divincolarsi da impegno con un'amica inventa un appuntamento con successivo racconto sulla sua prima esperienza sessuale. La notizia deflagra in tutta la scuola, e lei invece di piangere cavalca l'ondata d'inaspettata popolarità.
Ecco, leggendo la trama viene voglia di vomitare. Easy Girl ha tutte le carte in regola per essere un film dannatamente brutto e stupido, e invece alla faccia di tutti i detrattori è ben scritto e diverte quanto basta. Il titolo originale è Easy A, visto che nel film la protagonista segue da vicino con grande immedesimazione il libro "La Lettera Scarlatta". Per una volta il titolo italiano, nonostante la scelta incomprensibile di cambiarlo per lasciarlo in inglese, non è così terribile.
A differenza di quanto si possa pensare nel film non ci sono tette al vento, sesso spinto, e uomini arrapati all'American Pie. Ci sono invece tutti gli stilemi del genere, come: un improbabile principe azzurro, un'amica rivale ma buona, il professore che piace e la famiglia della protagonista super yeah.
Nelle commedie americane ora va di moda mostrare famiglie super progressiste, con marito e moglie che fanno battute e allusioni in continuo, si palpeggiano mentre cucinano, non si scandalizzano di niente, sono i primi a sostenere i figli in qualsiasi cosa e chiaramente quest'ultimi sono super intelligenti, intellettuali e sensibili.
Della serie l'ottimismo è il profumo della vita.
Ma in questo film non ci si fa neanche caso, perché il padre è un superbo Stanley Tucci che si diverte a fare il padre un po' sfigato ma con tante qualità.
Una commedia leggera, perfetta per i palati femminili ma che può divertire anche noi uomini duri.
PS: Ah c'è anche qui Cam Gigandet, però stavolta è bravo (fa lo scemo).
PSS: il produttore è lo stesso di Priest. Me ne sono accorto guardando il trailer (sotto) mentre ve lo caricavo.
In estate soffro di quel particolare disturbo che ti porta a guardare solo film leggeri e divertenti. Tonnellate di filmacci inguardabili, e qualche blockbuster di qualità. (deve essere un disturbo diffuso visti i film che escono al cinema in questo periodo).
Inizio questa mini rubrica di fine estate con Priest di Scott Stewart.
Tratto da un manga coreano (cine-comics). In un futuro lontano (fantascienza) una lunga guerra fra umani e vampiri (fantasy horror) ha ridotto la terra ad una landa desolata e grandi megalopoli inquinate (scenario post-apocalittico) a guidare l'umanità la nuova Chiesa Cristiana. Un manipolo di preti ninja è riuscito a riportare la pace e dare la vittoria all'uomo. Anni dopo in un avamposto sperduto dei vampiri guidati da un uomo misterioso rapiscono la giovane Lucy (mistery), il più forte dei preti ninja tornerà a combattere (azione).
Quando ho letto la trama non ho potuto fare a meno di guardarlo. Erano tutti filoni a me cari in un solo film, e la puzza di mega-pacco era dietro l'angolo. Perfetto.
Il buono. Il prete che mena di brutto, tira croci a mo' di stelline ninja, usa solo armi bianche e fa le mosse alla Matrix è Paul Bettany.
Fico vero? Poi con la croce tatuata sulla fronte è il top.
I vampiri (i mostri cattivi) invece sono dei mostri senza occhi. Questi qua:
No, non è Harry Potter, e neanche il nuovo film di Peter Jackson, è sempre Priest.
Mi dispiace niente belloni raffinati, che si annidano nell'alta società e convivono segretamente con noi da sempre. Questi non si sono integrati per niente, anzi fanno un casino della madonna e hanno un cervello come quello di una gallina.
Ora sorvoliamo sul caracter design dei vampiri, sorvoliamo sul dettaglio che una decina di preti ninja avrebbe cambiato le sorti di una guerra globale, ma sorvoliamo pure che sopra le megalopoli c'è la nuvola di fantozzi e un 1km fuori un sole che spacca le pietre, sorvoliamo perfino sui protagonisti che vanno in giro con una moto a 400km orari sullo sterrato.
Ecco su questo ci sono passato sopra, su tutto il resto non ce l'ho fatta.
Iniziamo con il dire che mentre la città ha un'ambientazione alla Blade Runner, buio e pioggia con megaschermi e rimandi a 1984 di Orwell; le lande fuori dai cancelli della città sono il vecchio west con un sole cocente, niente vegetazione, avamposti desolati, case di legno e tecnologia del 1800. Agevolo contributo visivo. (2 immagini, stesso film)
Ora ma che idea del cazzo è questa? In città hanno gli LCD, e i messaggi subliminali e tipo a 30 chilometri hanno il grammofono? Neanche le musicassette, il grammofono!!!
Andiamo oltre. La cosa importante: LA TRAMA.
Ecco la trama non c'è. Cioè ogni tanto il film prende una piega, cerca di andare in una direzione ma poi non c'è un nesso con il resto. (Vedi -> scena dell'alveare)
Il regista si è preoccupato di impregnare il film di così tanti rimandi che alla fine ha creato un remake che prende e cita altri film contemporaneamente.
E' dura dirlo, ma PRIEST è il remake fantasy di SENTIERI SELVAGGI. (hai detto nulla)
Il prete integralista Paul Bettany in coppia con il giovane sceriffo Cam Gigandet si lanciano sulle tracce della giovane Lucy rapita dai vampiri. Bettany è suo zio, che poi (SPOILER) suo zio non è, Gigandet invece è il fidanzato. Bettany dedito alla crociata e pervaso dall'odio verso i vampiri ad un certo punto dice perfino: se Lucy è stata infettata la ucciderò. (perfettamente in linea con il personaggio di John Wayne nell'originale).
Facciamo il punto. Remake di Sentieri Selvaggi. Città alla Blade Runner. Azione alla Matrix. Analogie con Equilibrium. Ambientazione Western, con citazioni a Sergio Leone. Rimandi a Mad Max, ed alcuni momenti che ricordano Il Signore degli Anelli.
Quanto dura il film? 87 minuti scarsi. Ora appare evidente che se uno frulla tutta questa roba in meno di un'ora e mezzo, la trama non può esistere. Per il resto Priest è quello che ti aspetti: un film pessimo con qualche scena d'azione qua e là, uno scenario interessante e il protagonista che prega e mena a ritmo alternato. Tutti buoni spunti con l'obiettivo di diventare una saga. Finale apertissimo con tanto di battuta ”la guerra è appena iniziata”. I pessimi incassi americani hanno sventato questo pericolo.
Stewart la prossima volta ricordati: la trama è importante. Ce l'ha perfino Twilight.
PS: questa recensione è stata scritta ricalcando lo stile di scrittura del film. A braccio.