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La Periferia con le sue storie, le idee, i pensieri e le immagini di un luogo dove non succede mai niente.

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domenica 14 ottobre 2012

Il Silenzio di Pelesjan

In una notte di due settimane fa ho visto Il Silenzio di Pelesjan di Pietro Marcello.
Inutile dire che era Fuori Orario, e dopo il doc seguivano tutti i film di Artavadz Pelesjan
Enrico Ghezzi alfiere del cinema sperimentale e d'autore mi ha regalato una visione indimenticabile, presente sia come attore che come produttore, in questo film insieme a Pietro Marcello rende onore ad un regista immenso.















Pietro Marcello dopo il pluripremiato La Bocca del Lupo, cerca di stilare un ritratto d'autore difficile se non impossibile. Artavadz Pelesjan si sottrae completamente al film. Mai una parola, nessuna dichiarazione, non un'intervista o un testo scritto. Marcello si limita a filmarlo nei pochi momenti possibili: mentre guarda la tv, va in un cinema durante una sua proiezione o si reca in visita al cimitero.
Se il ritratto di Pelesjan persona ne esce depotenziato, è il Pelesjan regista a risplendere e affascinare. Il suo sguardo profondo, la sua totale assenza e la forza visiva dei suoi film inseriti nel documentario, ci mostrano una incredibile poesia visiva comune solo ai grandi artisti.
Il resto sono meravigliose riprese di Yerevan, parole di Pietro Marcello talvolta belle talvolta ridondanti e guizzi di regia su quadri e statue evocative.

Vorrei essere più esperto sull'opera di Pelesjan. Vorrei dirvi di più su questo film. Vorrei potervi dire dove vederlo o comprarlo.
Purtroppo l'unica cosa che posso fare è postarvi questi due video. Recuperatelo.

LIFE  di Artavadz Pelesjan



















Breve estratto dalla conferenza stampa a Venezia post-proiezione Il Silenzio di Pelesjan.


giovedì 16 febbraio 2012

Jean Gabriel Periot. Il found-footage oggi.
















Jean Gabriel Periot è uno di quei nomi che non mancano mai nei piccoli festival o nelle sezioni più nascoste della grandi manifestazioni. Cineasta sperimentale estremamente versatile ha vinto numerosi premi internazionali con i suoi lavori. Autore di cortometraggi, mediometraggi e video-installazioni è una delle personalità emergenti più interessanti d'oltralpe.
Personalmente ho visto solo una rassegna di suoi corti girati fra il 2003 e il 2008, film d'incredibile qualità ognuno, molti di essi accomunati stilisticamente per essere realizzati con materiali audiovisivi di recupero o d'archivio.
Il suo lavoro sul Found-footage è visivamente pazzesco, incredibilmente moderno senza mai dimenticare la lezione dei maestri dell'underground degli anni '60, come Grifi-Baruchello, riesce a trasportare lo spettatore in  una sorta di viaggio spazio-temporale e trasmettere emozioni purissime. Immagini che scorrono veloci e dipingono un grande affresco storico-umano del nostro passato e presente.

Impossibili da descrivere senza eccedere in un lungo saggio sull'opera di questo artista francese. Vi posto due dei suoi corti più famosi.


DIES IRAE





EVEN IF SHE HAD BEEN A CRIMINAL... (EUT-ELLE ETE CRIMINELLE...)




Per maggiori info e vedere altri corti potete visitare il suo sito (QUI). 
Qui le schede dei suoi film passati al festival di Pesaro.
Qui un approfondimento critico on-line.