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martedì 19 luglio 2011

New Hollywood Brucia II

Un post iniziato qui.
Cosa è la New Hollywood oggi?

Michael Cimino nel 1979 da perfetto anarchico distruggeva economicamente lo studios fondato da gente come Charlie Chaplin e David Wark Griffith, la United Artists. Il tutto con unico film: I Cancelli del Cielo. Oggi cerca di tornare al cinema, ogni tanto si vocifera la preparazione di un suo nuovo film, ma a conti fatti è fermo dal 1996. 
Sembra piuttosto interessato ai ritocchi e famigerate trasformazioni sessuali (voci di corridoio dicono questo). Vai Michael.














Steven Spielberg insieme a George Lucas è riuscito inconsapevolmente ad affondare la New Hollywood, generando l'ondata inarrestabile di blockbuster acchiappa-pubblico. Indiscutibile come regista, discutibile come produttore. Spielberg è diventato uno dei potenti di Hollywood, i cattivoni che producono spazzatura e dettano legge.
Il suo prossimo film in uscita si può riassumere con la seguente frase: un cavallo nella prima guerra mondiale.













Warren Beatty è stato uno degli attori di punta del movimento nei primi anni '70. Con il ritorno al regime degli studios si è progressivamente allontanato dal cinema, fino a ritirarsi a vita privata ad inizio anni duemila.

Robert De Niro è stato l'attore che ha dato definitivo lustro all'actor's studio ed è diventato un'icona indissolubile della New Hollywood grazie ai numerosi capolavori a cui ha preso parte. Da Novecento a Il Padrino 2,  e la lunga collaborazione con Martin Scorsese con film come Taxi Driver o Quei Bravi Ragazzi.
E ora? Ora si è rincoglionito, ha deciso di fare esclusivamente film orrendi, dove più che recitare scimmiotta le faccine di un tempo. Un esempio? Manuale d'amore 3!



















Dicevamo... Martin Scorsese, una delle espressioni più alte della New Hollywood, una sequela incredibile di capolavori sfornati per oltre 30 anni. Una filmografia sconfinata che conta su imdb ben 51 regie, fra lungometraggi, serial e documentari di ogni tipo. Inutile commentare i suoi capolavori andati, ma se guardiamo l'ultimo decennio non possiamo che constatare l'inevitabile declino di chi non può continuare a viaggire su quelle vette. Toppato in parte l'unico titolo capace di primeggiare con i grandi film del passato, Gangs Of New York, ora prova la svolta del 3D in un film per ragazzi. 
3 parole sono:  NEW HOLLYWOOD BRUCIA
3 parole diverse per lo stesso concetto: SCORSESE - 3D - RAGAZZI
Non ci credete? Vedere per credere:
















Rimane solo lui, King Francis, non sforna i capolavori di un tempo e non si butta in progetti visionari all' Apocalypse Now. Però continua a fare il cazzo che gli pare, girando film d'autore senza infangarsi ma sempre alla ricerca della qualità a discapito dei grandi incassi. Senza dimenticare che ci ha regalato una figlia d'arte come Sofia Coppola.

domenica 17 luglio 2011

New Hollywood Brucia

Che fine hanno fatto quei registi che negli anni settanta hanno cambiato Hollywood? Sono passati oltre trent'anni e quei giovani e spregiudicati cinefili hanno preso strade diverse. Cosa è la New Hollywood oggi?


Mike Nichols ha avuto una carriera altelenante, con Il Laureato ha acceso la miccia del cambiamento e poi ha guardato altrove. Negli ultimi anni ha diretto Closer, un bel dramma di amore e tradimenti negli anni duemila. Il suo ultimo lavoro è un film scarso pompato dalla critica senza nessun reale motivo.


















Peter Bogdanovich ha definitivamente rinunciato. Artisticamente si è spento a inizio anni '90, ha cercato di fare qualche film negli anni successivi ma senza grandi soddisfazioni. Un cinefilo di prima qualità, autore di numerosi libri sul cinema e i suoi maestri, è il primo ad essersi accorto che non era più aria per chi come lui aveva finito i colpi in canna.
Vi sfido a trovare dieci persone che hanno visto il suo ultimo film del 2001.


















George Lucas fa George Lucas, sta nel suo ranch pensa a Guerre Stellari e i soldi che ha fatto con Guerre Stellari. L'ultimo film che ha girato è un Guerre Stellari, e i suoi nuovi progetti sono su Guerre Stellari.

John Milius invece si diverte, lavora per alcuni videogiochi, ogni tanto fa le rimpatriate con i vecchi amici di Hollywood scrive qualche film, produce qualche serie. Insomma se la spassa dai ma la cinepresa l'ha attaccata al chiodo da tempo.

William Friedkin è sparito dal giro che conta ma continua a fare film discreti, ora però è alle prese con Killer Joe uno di quei progetti capaci di rovinare una gloriosa carriera. Tanto per intendersi il protagonista è lui:

















Roman Polanski è sempre alle prese con i problemi giudiziari, negata l'estradizione dalla Svizzera nel 2010 gli sono stati revocati anche gli arresti domiciliari. Dopo il pacco Oliver Twist, ci aveva regalato un discreto thriller come L'uomo nell'ombra. Ora strano ma vero è pronto ad uscire con un nuovo film. Carnage.
Stiamo a vedere. Intanto complimenti a lui che tra un braccialetto elettronico e un arresto trova il tempo di fare un film.

esco e concludo la prox volta.

domenica 22 maggio 2011

Documentari sul Cinema - terza parte

Tratti da libri.












Il film di Kenneth Bowser, Tratto dall'omonimo libro di Peter Biskind, è uno dei migliori documentari del genere. Racconto quel favoloso periodo della Hollywood degli anni '70, quella che sfornava capolavori su capolavori e che ha portato alla ribalta un'intera generazione di giovani registi che sono tutt'ora al vertice della cinematografia mondiale.
Un documentario sulla New Hollywood, un'epoca che si apre con: Easy Rider e Gangster Story, per poi chiudersi ad inizio anni 80 con Toro Scatenato e i grandi successi di Spielberg e Lucas. Il film è ricco di interviste preziose ed interessanti, condito da video e foto d'epoca. E' bello capire come quel cinema così libero e rivoluzionario si sia poi piegato su stesso per dare origine al moderno cinema americano governato da major e grandi corporation.
Erano gli anni di Scorsese, Coppola, PeckinpahAltman,  e molti altri, gli anni dove libertà e rivoluzione erano alla base di opere fortemente personali e d'autore, in un sistema da sempre rigido e chiuso alle velleità d'artista. Come è stato possibile? Come hanno iniziato tutti questi grandi? Se volete risposta non vi resta che vederlo.




















Tratto dall'omonimo libro di Vito Russo, il documentario di Rob Epstein e Jeffrey Friedman ripercorre senza remore la storia del cinema americano concentrandosi sul tema dell'omosessualità. A partire dal cinema delle origini fino a oggi, il documentario cerca di portare alla luce quei temi, quelle scene e quelle interpretazioni "velate" all'interno del cinema americano dominato dalle rigide regole dello studio system e dal codice Hays.
E' un documentario estremamente interessante, condito da interviste ad attori e registi, che riesce nell'intento di aprire ai nostri occhi una realtà sommersa e nascosta all'interno della cinematografia statunitense.
Raccomandato fortemente.