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La Periferia con le sue storie, le idee, i pensieri e le immagini di un luogo dove non succede mai niente.

...inoltre: cinema, fotografia, cultura e altre cose che mi passano per la mente.

giovedì 31 maggio 2012

cento sequenze (12) - I Diabolici

Un film degno del miglior Hitchcock, ma che Henri-Georges Clouzot sia stato uno dei migliori registi francesi del dopoguerra non sarò certo io a dirvelo.
In ogni caso I Diabolici è un cult e la scena della vasca non manca mai di impressionarmi.
PS: Se non l'avete visto evitate, questa scena vi rovinerà il film.

mercoledì 30 maggio 2012

Periferia XXV - Questa fottuta crisi


















In quel momento ero come in un labirinto inestricabile di stanze più o meno buie, l'aria era rarefatta e i brividi avvolgevano il mio corpo, non riuscivo a capire finché non è apparsa la sua figura.
Eravamo di colpo seduti, i brividi si erano tramutati in sudore freddo, lei era davanti a me. Bella come la ricordavo, ma non riuscivo a guardarla negli occhi tanto erano algidi e imperscrutabili, fino a quando non mi parlò. Furono poche parole, veloci e sanguinarie. 
Siamo in crisi tempo, io non sono più sicura di amarti. Ultimamente ho incontrato una persona...
Disse altro che non riuscii a sentire, venni immediatamente scaraventato nel buio. Dopo ero lì su quel maledetto banco del nuovo polo universitario, scrivevo come un pazzo guardando con ansia l'orologio, la mano mi faceva male e le dita cominciavano a non rispondere. Cercavo inutilmente di copiare in bella un lungo saggio. 
Tempo scaduto. Fuori della porta un professore a salutarmi, uno di quelli che fa il tifo per me senza potermi essere d'aiuto.
Sono sicuro che hai fatto un ottimo scritto, se non andrà non ti abbattere. Ormai l'università è scivolata in una crisi d'identità dalla quale è difficile risollevarsi.
Annuisco, ringrazio e saluto. Invece di andarmene rientro nell'aula. E' un'aula diversa e tre professori sono lì ad aspettarmi. Parlano solo loro, capisco che non sanno niente di me. Non hanno letto il progetto e nemmeno il curriculum. Vorrei replicare ma ho la bocca cucita.
Quando finalmente riesco a trovare la forza di rispondere, davanti a me c'è un ragazzo sulla trentina ben vestito.
Sono in un negozio di dvd, l'esame di dottorato è perso chissà dove. Il ragazzo davanti a me commenta tutti i dvd che vede, è entusiasta di quei vecchi cult che vedeva da ragazzo e grandi capolavori nella loro edizione deluxe. Mi chiede tutti i prezzi, la sua voce mi rimbomba nella testa. Capisco a malapena.
Cavolo 12,90 per un film così vecchio. Sono diventati prezzi assurdi, con la crisi la gente non ha più soldi da spendere. E' un peccato.
Appena finita la frase, un altro sibilo risuona nella mia testa. E' la suoneria del suo Iphone. Lo sento rispondere e parlare di vacanze in America, ma la suoneria continua a suonare a intervalli regolari.
Ora è tutto buio, il suono persiste. Non è una suoneria. E' una sveglia.
La mia sveglia. 
Questa fottuta crisi che non mi lascia dormire il sabato mattina.


lunedì 28 maggio 2012

Cinemanga the next wave?
















Lo dicevo qui verso la fine, più di un anno fa.
La carenza cronica di idee, la tendenza inarrestabile ad affidarsi a brand collaudati con una base di pubblico sicura, il grande successo dei cinecomics e il loro imminente tramonto avrebbe portato Hollywood a guardare allo sterminato mondo dei manga e relativi anime.

Chi segue il fumetto sa benissimo che il panorama nipponico è ricco di idee e ha una produzione sterminata adatta ad ogni tipo di pubblico, dove sta il problema? Semplice, le storie sono a lungo respiro e difficilmente   narrabili in un film di appena due ore. Sono piuttosto ideali per eventuali serial televisivi.
Se a inizio 2000 i Wachowski brothers (ora però sono fratello e sorella) presero a piene mani da Ghost In The Shell per creare la saga di Matrix, aprendo una via ad eventuali progetti tratti da manga famosi come il  il tanto sospirato live action di Akira, questi film sono rimasti per lo più progetti sulla carta (qui l'ultima news al riguardo).
E' però impossibile non notare che in questo 2012 ci siano stati segnali incoraggianti che riaprono nuovamente a questa nuova ondata. A parire da  Hunger Games e Chronicle.
Su Hunger Games si è detto molto, sopratutto della sua straordinaria somiglianza alla storia di Battle Royale (manga a sua volta divenuto un film), tesi rigettata dall'autrice del libro che affermava di non conoscere il fumetto giapponese. Chronicle invece parte un plot che ricorda da vicino il sopracitato Akira, con il delirio di onnipotenza di Andrew molto simile a quello di Tetsuo, derivante proprio da super poteri telecinetici.
Piccoli segnali, che spunti narrativi e talvolta trame tratte dai manga possono essere appetibili anche per il grande pubblico dei blockbuster.
Ma questi sono solo piccoli spunti. Difficile improntare una tesi sulla base di questi.
Però poi leggo questo. E se Pacific Rim fosse un successo?
Sommato a Battleship e ai Transformers, sul grande schermo potrebbero arrivare diversi film con i Robottoni. Intanto aspettiamo e vediamo.
Io la mia l'ho detta.




mercoledì 23 maggio 2012

SKYFALL - il trailer















Skyfall. Il 23esimo Bond con Sam Mendes al timone rischia di essere il migliore della trilogia con Daniel Craig. Forse l'ultimo dell'attore, vista anche la velocità con cui sembra perdere i lineamenti tipici del famoso agente secreto, ma sicuramente un'uscita di scena con il botto a guardare queste prime immagini.
Io ci credo.

sabato 19 maggio 2012

La bomba di Brindisi

Oggi la notizia della bomba nella scuola di Brindisi, con la morte di una giovane ragazzina e altrettanti feriti gravi, ha scosso un'Italia appena scena dal letto.
La scuola intitolata a Falcone, il ventennale dalla morte del magistrato e i recenti arresti nella comunità criminale pugliese hanno fatto subito pensare ad un attentato da parte della Mafia. Tutti i giornali si sono levati contro la Mafia e l'hanno immediatamente accusata, su Facebook è stato un tripudio di foto e video che ricordano Falcone. Nel pomeriggio sono previste tante manifestazioni contro la violenza gratuita di stampo criminale.

Manifestare contro la criminalità e contro la mafia in particolare, è sempre giusto. Così come far sentire la propria voce per queste vittime innocenti. Però forse è proprio quello che si voleva ottenere con quella bomba.
La pista della Sacra Corona Unita così come quella di Cosa Nostra fa un po' acqua da tutte le parti, colpire una scuola così tanto per dare un segnale non è mai stato il loro modus operandi. La criminalità pugliese ha sempre tenuto un profilo basso, senza mai cercare attenzioni nazionali. Al contrario quella siciliana quando ha voluto far sentire il suo potere ha colpito persone influenti.
Infine una bomba creata con bombole di gas e non con il tritolo o altri esplosivi più rintracciabili.
Perfino la Cancellieri ha dichiarato: 
"Serve equilibrio - dice - la questione è molto complessa e ancora non definita: le ipotesi al vaglio degli inquirenti sono tante, nessuna di queste può darci una certezza. Sarebbe superficiale da parte mia - risponde il ministro - parlare di pista mafiosa, non abbiamo elementi per poterlo dire con certezza anche perché è una tipologia di attentato non consueto, non tipico dei messaggi di mafia"

Sul Fatto Quotidiano invece un pezzo più complottista di Enzo Di Frenna.

Aspettiamo a dare le colpe. Aspettiamo a sparare giudizi. Aspettiamo a sfogare la nostra rabbia.
Ricordate sempre che questo genere di eventi hanno forti ripercussioni politiche ed economiche. Non facciamo il gioco di nessuno, per poi magari coprire i veri colpevoli e assecondarli.
Le bombe ieri come oggi hanno sempre uno scopo e una strategia ben precisa.


venerdì 18 maggio 2012

cento sequenze (11) - Milano Calibro 9

Non sono mai stato un amante del cinema di genere italiano. Siamo passati da una rivalutazione necessaria a una mania diffusa talvolta esagerata. Tanto per capirsi, che i nostri film di serie B erano dei cult solo quando ce lo ha detto Tarantino l'americano.
In ogni caso sbaglierei a non riconoscere la grandezza di Milano Calibro 9 di Fernando Di Leo. Un poliziottesco eccezionale, con interpretazioni stupende, una sceneggiatura perfetta e una grande colonna sonora. All'epoca mi piacque e non poco.
Questa scena in particolare mi è rimasta dentro, con il suo colpo di scena e alcune trovate (come quella del pugno alla Bouchet) eccezionali. 

.. uno come Ugo Piazza non lo devi neanche sfiorare.
















PS: scusate la qualità infima, di meglio non ho trovato.

martedì 15 maggio 2012

lunedì 14 maggio 2012

Periferia XXIV - Mario diceva
















Per un periodo della mia vita ho vissuto con Mario.
Un tipo alto, capello lungo, occhiali sul naso ed espressione perennemente addormentata. Studiava Economia, voleva fare il promotore finanziario o qualcosa del genere. Sembrava più uno studente di Filosofia che un business man. 
Mario non era particolarmente brillante, ma all'Università se la cavava senza studiare molto, lui diceva sempre che l'importante è andarci tranquillo e avere una buona parlantina. Cazzo se parlava lui... attaccava discorso con chiunque, su qualsiasi tema sapeva dire la sua. Quando non parlava, dormiva.
Da lui ho imparato tante piccole cose inutili come rispondere ai venditori telefonici.

A me dispiaceva trattarli male, ti dicono che ci lavorano solo studenti universitari e disoccupati cronici. Ma loro si approfittavano delle mie debolezze e mi estorcevano appuntamenti o telefonate lunghissime. Non riuscivo mai a salutarli. Mario invece non aveva mai voglia, era un gran chiaccherone ma al telefono si scocciava.
Mi diceva sempre: non gli dire mai che non c'è il chi se ne occupa o altre minchiate per rimandare, perché quelli ti segnalano come contatto da richiamare e sei fottuto. La sapeva lunga
Lui aveva un campionario di frasi fatte semplici quanto funzionali. 

Pronto sono Stocazzo di TelecomItalia, le volevo proporre una nuova senzionale off..
-Grazie, ma stiamo traslocando e abbiamo già fatto il contratto con voi nella nuova casa. Grazie, arrivederci.
-Noo che peccato ho appena aderito ad una vostra offerta su internet. Vabbè... Grazie, arrivederci.
-Si purtroppo noi siamo appena passati a Fastweb! Grazie Arrivederci.

Fastweb sembrava la migliore. Dice lui che quando ti sei appena legato a Fastweb ci sono varie menate procedurali per cui gli altri operatori non possono subentrare. Comunque l'importante è attaccare subito dopo il "grazie arrivederci" essere cortesi e sbrigativi.

Mi manca Mario, sopratutto quando si dilettava in cucina e puntualmente mangiava il riso. Faceva insalate di riso o riso saltato in padella almeno quattro giorni a settimana. Risotto mai, non ne era capace. Ogni tanto faceva dei buoni abbinamenti, altre volte costretto dai pochi elementi a sua disposizione si lanciava in assurde ricette, tipo:  pomodorini, emmental e mela verde.
A lui la mela verde nel riso piaceva. A me sembrava una cagata.

Devo anche ringraziarlo per avermi spiegato prima di altri la crisi del debito americano. Una sera mentre si mangiava mi ha fatto una lezione sui mutui sub-prime e il credit default swap.  Credo che alle volte sfruttasse la mia curiosità per ripassare in vista degli esami. Io stavo lì come un allocco, e lui con fare benevolo mi raccontava teorie economiche, come redigere un bilancio o il mercato finanziario. Diceva sempre che lui non aveva bisogno di ripetere. Infatti non ripeteva come un ebete, ma la buttava giù in forma di dialogo e io ero un'interlocutore perfetto. In questo modo ripassava e parlava.

Ripensandoci il lavoro di promotore finanziario consisteva nel parlare con possibili clienti e illustrare tutti i possibili vantaggi dei vari pacchetti proposti. Avrebbe parlato dalla mattina alla sera.
E' sempre stato più sveglio di quanto sembrasse.

Era tanto che non scrivevo cose personali e non so perché vi ho raccontato di lui. Forse mi andava semplicemente di ricordarlo. Alla prossima.

giovedì 10 maggio 2012

The Avengers













Finalmente l'ho visto. 
Su The Avengers di mister Joss Whedon ormai saprete già tutto, ne hanno scritto in tanti e quasi tutti bene. Per lo meno io non ho trovato particolari recensioni negative. 
Al sottoscritto il film è piaciuto, mi sono divertito tanto e ho passato ottimamente oltre due ore.
Entriamo nello specifico.
A Joss Whedon riconosco il grande merito di aver fatto un lavoro straordinario, prendere così tanti personaggi ed infilarli in unico film era impresa ardua se non impossibile. Ero scettico sul progetto, nonostante sapessi che l'enormità del budget (circa 200milioni di dollari), la mano di un bravo regista ed un cast niente male potessero salvare almeno le apparenze. 
Certo è che generalmente quando nei film di supereroi ci troviamo di fronte a più cattivi o più eroi, non si crea quella speciale alchimia dettata dal duello finale. Perché alla fine questo genere di film... ora mi darete dello studioso radical chic... insomma dicevo che questo genere di film è diretto discendente del Western e i suoi archetipi. Dove il percorso dell'eroe finisce sempre in un duello all'ultimo sangue con il villain di turno.
Whedon questo lo sa. Spider-Man 3 si perdeva dietro a troppi cattivi, a Dark Knight non si perdona la presenza di Two Faces nella seconda parte del film ed Iron Man 2 quella l'ammucchiata finale senza arte ne parte.
Come fare allora per gli Avengers? Che sono tanti, con personalità ingombranti e uno più forte dell'altro.
Semplice, si guarda ancora una volta al cinema western. Nello specifico Il Mucchio Selvaggio.
Et voilà il gioco è fatto.

Come giustamente Nanni Cobretti de i400calci faceva notare già a suo tempo, anche Transformers 3 era il remake de Il Mucchio Selvaggio coi robottoni. Stavolta ci sono i supereroi, la location è sempre la stessa, e i cattivi hanno la medesima strategia. 
Diciamo pure che la storia del film a me è sembrata praticamente identica.
In ogni caso in The Avengers l'ammucchiata di eroi contro un cattivo e il suo esercito funziona alla grande. I cattivi sono poca roba, anzi niente, ma i nostri ragazzi sono dinamite pura quando si scatenano. Nessuno escluso. Whedon riesce a creare un'incredibile amalgama di questi personaggi e ritagliare ad ognuno uno spazio, le battute giuste e il suo posto nel film.
Stark è il brillantone simpatico, Capitan America il soldato tutto retorica, Thor il solito sbruffone immortale, Vedova Nera e Occhio di Falco quelli bravi a servizio, e poi c'è Hulk e tutta la sua potenza.
Il primo Hulk decente visto al cinema, talmente potente che quando si scatena scatta l'applauso nel cuore e diventa l'indiscussa star della Royal Rumble.

Difficile non uscire gasati e contenti dopo la visione. La battaglia finale è senza dubbio il momento più riuscito e ci fa dimenticare le lungaggini dell'inizio e buchi di trama giganteschi. La parte sulla nave volante è completamente priva di senso, tuttavia funzionale come altri parti alla riuscita del progetto. Era francamente troppo chiedere  una sceneggiatura ragionata (alla Spider-Man 2 per intendersi) ma che riuscisse a dare spazio ad ogni protagonista.
Insomma sul piano del divertimento uno dei migliori film di Supereroi. Andatelo a vedere.

PS: Il 3D non è nulla di eccezionale, alle volte rovina perfino l'azione con le sue sfuocature.
PSS: Io ho simpatia per Thor, ma Hulk è decisamente fuori classifica.


giovedì 3 maggio 2012

La cosa in cima alle scale -cortometraggio-


















Michele Torbidoni giorni fa mi ha scritto una mail chiedendo se avevo voglia di vedere il suo cortometraggio. Non conosco Michele, non conoscevo il suo lavoro e questo suo nuovo progetto. Ho accettato di vederlo, nonostante sia un grosso detrattore dei cortometraggi italiani.
Il motivo? Guardateli, fatevi prendere in un festival come selezionatore del concorso cortometraggi. Al decimo rimpiangerete di aver accettato quel ruolo.
Detto questo, sarò sincero, a Michele avevo detto che se il corto non mi piaceva non ne avrei scritto. Ho in parte mentito, se il corto mi annoiava dopo 2 minuti lo spegnevo con buona pace del lavoro di Torbidoni e la sua troupe. Invece sono arrivato fino in fondo.
Ergo: LA COSA IN CIMA ALLE SCALE passa la fase preliminare. Ora via alla recensione.

Trama:
Pietro, un giovane tecnico informatico, perde il volo per tornare a casa e decide di impiegare le ore di attesa con una visita al paese della sua infanzia. Non può sapere che non tornerà mai più da quello che sembra un innocuo tuffo nei ricordi.

Il corto cerca di essere un thriller con venature horror anni '80, dove lo stesso Torbidoni afferma di rifarsi a tutta la poetica mainstream di registi come Zemeckis, Hooper e Joe Dante. In effetti siamo lontani dal cinema splatter italiano, tutto sangue e poca sostanza, ma siamo ahimè lontani anche dal cinema di genere al quale si mirava.
Nonostante questo, complessivamente si può parlare di opera riuscita. Il regista riesce a creare alcuni momenti di tensione diffusa, con immagini decisamente azzeccate insieme a un tono fotografico e sonoro di tutto rispetto, creando la giusta aspettativa senza mai annoiare. I 20minuti passano velocemente, il finale non è per niente scontato e l'interpretazione del protagonista  è convincente.
Forse una maggiore sintesi al montaggio avrebbe giovato ulteriormente, ci sono alcune scene nella parte centrale superflue e poco incisive, che non hanno nessun fine narrativo stretto e rischiano di annoiare a discapito di tutto il resto. Questa è una problematica comune al mondo del cortometraggio italiano, dove si cerca sempre di superare tassativamente il quarto d'ora.

Il mio voto è comunque positivo, La Cosa in Cima alle Scale è un cortometraggio ben girato ed interpretato che ha saputo sorprendermi con una storia inusuale a tratti ricca di suspense. Potrei muovere diverse critiche al lavoro di Michele Torbidoni, ma in un panorama desolato come quello dei corti italiani la sua è un'opera meritevole. Spero abbia successo.
Faccio infine  i miei complimenti all'autore della locandina, veramente ottima e con uno stile vintage invidiabile.

Il trailer:



PS: Ah dimenticavo Torbidoni prende (incosapevolmente?) posizione nella polemica contro i tassisti. Io sto con lui.