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La Periferia con le sue storie, le idee, i pensieri e le immagini di un luogo dove non succede mai niente.

...inoltre: cinema, fotografia, cultura e altre cose che mi passano per la mente.

domenica 13 febbraio 2011

Periferia VI

Erano le 3 del mattino, ed ero appena arrivato a casa. Prima di entrare, un piccolo boato nelle vicinanze attirava la mia attenzione. Forse un incidente, difficile capire. La mia voglia di andare a letto vinse ed una volta in casa non ci pensai più.
Poco dopo: sirene, persone, polizia e ambulanza. A quel punto probabilmente dormivo da un pezzo. .

Diversi minuti prima, a qualche centinaio di metri da dove vivo io, sulla provinciale una macchina si schiantava nei pressi di un bar. Aveva mancato la curva a gomito. Lui non era stanco, non era ubriaco, non era drogato, ma era inseguito. Inseguito da da un'altra macchina. Una macchina carica di persone incappucciate, incazzate con lui. 
Prima le offese e le urla, poi il lancio di alcune bottiglie, l'alta velocità e infine lo speronamento nei pressi della curva. Dopo il piccolo schianto, forse lo shock forse la rabbia, era uscito di macchina per affrontare i suoi inseguitori. Loro pronti a finire il lavoro, come cani impazziti lo avevano aggredito. Pugni, calci, e qualche coltellata nelle natiche. Lui rimase a terra sanguinante in attesa di soccorso, e i suoi aggressori scappavano senza lasciare traccia.

Quella sera qualcuno aveva deciso che era arrivato il momento di dargli una lezione, di far capire chi comandava in città. Perchè lui era un cosidetto redskin, e loro quelli che comunemente chiamiamo fascisti.