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La Periferia con le sue storie, le idee, i pensieri e le immagini di un luogo dove non succede mai niente.

...inoltre: cinema, fotografia, cultura e altre cose che mi passano per la mente.

mercoledì 11 aprile 2012

Real Steel

Quando c'è da vedere un film tutti insieme è sempre una dura lotta. Generalmente in videoteca mandano me coadiuvato dall'aiutante di turno, il quale si attacca al telefono per comunicare i titoli e ricevere il responso del pubblico.
Di solito scelgo dei buoni film, roba che sembra impegnata ma promette anche divertimento capace di accontentare tutti. Ieri però ho giocato sporco, e ho puntato su un'americanata un po' cazzata, un po' divertente che volevo tanto vedere. Ho millantato cose non vere, divertimento non assicurato, e lacrimoni impossibili. Ho venduto Real Steel ai miei compagni di visione.


















Real Steel è diretto da uno dei peggiori registi in circolazione ad Hollywood, tale Shawn Levy. Uno specializzato in commedie che non fanno ridere e parodie che fanno piangere, uno che al momento è al lavoro sul prequel di Pinocchio.
Si, avete capito bene, il prequel di Pinocchio incentrato sulle sfortune di Geppetto.
Torniamo a Real Steel. Un film che a giudicare dalla trama sembra una puttanata made in America, a guardare dal trailer capisci che c'è di mezzo pure la solfa padre figlio, vedi il cast e non hai nessun sussulto. Perché guardarlo? Perché tutti, dai recensori più snob a quelli più cazzoni, ne avevano esaltato la grande dose di intrattenimento e capacità di divertire. Ed avevano ragione.

Anche la mia platea di amici, dopo le varie risate sarcastiche e qualche battuta, si è ammutolita presa dal film. Ma cosa è Real Steel in definitiva?
Avete in mente Rocky? E lo Stallone camionista in Over the Top?
Ecco questa non è altro che un sapiente mix di queste due trame, aggiornate e piazzate in questo contesto pseduo-fantascientifico. Ci sta un padre perdente dal passato luminoso, un figlio ritrovato con cui costruire un nuovo rapporto, e il pugile-robot trovato nella discarica ma capace di sfidare il campione del mondo. La trama di redenzione di tutti i film sportivi, dove i losers arrivano alla vetta grazie alle tre magiche caratteristiche: impegno, forza d'animo e buoni sentimenti.
Tutto finirà come vi aspettate. Ma saprà divertirvi al punto giusto senza troppe pretese.
E sul combattimento finale, senza spoilerare nulla, vi posso dire che gli sceneggiatori sono partiti da un semplice concetto. Cosa succederebbe se un Nokia 3310 sfidasse un IPhone? 

















Vedere per credere.


Ah dimenticavo il film è tratto da una storia breve di Richard Matheson, ripresa anche in una puntata di Ai Confini della Realtà.
Ah dimenticavo2, il robot si chiama Atom. Citazione al Tetsuwan Atom di Tezuka?

1 commento:

Sevenbreads ha detto...

l'ho visto qualche giorno fa, nemmeno io mi aspettavo un gran che ma mi ha sorpreso! Il punto forte non è l'originalità ma il regista il suo "compitino" l'ha fatto e io gli do la sufficienza piena e meritata, tra qualche settimana mi scorderò pure di essermelo visto ma di sicuro mentre lo guardavo non ho avuto l'impressione di perdere tempo