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La Periferia con le sue storie, le idee, i pensieri e le immagini di un luogo dove non succede mai niente.

...inoltre: cinema, fotografia, cultura e altre cose che mi passano per la mente.

venerdì 1 luglio 2011

Periferia XIV - Dagli Ace of Base alla discoteca il passo è lungo













In ogni neo-adolescente rispettabile prima o poi arriva la scoperta del rock. Ad un certo punto scopri un mondo di suoni e musica che prima non faceva parte della tua vita. Se questa scoperta non arriva è giusto preoccuparsi. La probabilità di diventare un giovane tamarro di periferia aleggia fortemente su di te. 
Ringrazio un Dio a caso, per avermi fatto sentire il suono delle chitarre e aver scacciato via quel pericoloso destino fatto di occhiali catarifrangenti, vestiti aderenti, musica assordante e tutta una serie di manie e fisse discutibili.
Io lo posso dire, alcuni di voi no. Io non ho mai avuto le Buffalo. 











All'epoca spaccavano di brutto fra i 15enni coglioni. Erano le scarpe più brutte mai prodotte dall'uomo e costavano pure tantissimo. Io non ce l'avevo ed ero un po' sfigato per questo. 
Alla luce di ciò avrete capito che non frequentavo la gente giusta. Non ancora. 
Mi sono perso. Torno al punto di partenza.
La scoperta del rock. Tutto ad un tratto sparirono dalla mia testa gli Ace of Base e le varie Hit Mania Dance Estate e arrivò il fenomeno Nirvana. Con grande ritardo scoprivo Kurt Cobain, il Grunge, la depressione e il suicidio con fucilata in testa. Il biondino di Seattle era solo l'inizio, c'era tutto un mondo da scoprire ed era tutta roba incredibile.
In quegli anni però bisognava prendere una posizione (almeno dalle mie parti), il Brit Pop e i nuovi idoli targati Regno Unito non ammettevano scelte multiple. Oasis Vs Radiohead. I moderati erano per i fratelli Gallagher e gli alternativi per Thom Yorke e soci. Di musica non ci capiva un cazzo nessuno, ma era come votare a destra o sinistra. A 18 anni voti ma non ti fai molte domande.
Io all'epoca Oasis tutta la vita, in piena adolescenza non avevo voglia di esser triste, già c'erano i coglioni con le Buffalo se ci aggiungevo No Surprises era la fine. 
Intanto gli anni passavano, il fisico cambiava e la discussione musicale si spostava sul passato. Era il momento degli anni '70. Lì tutti i gruppi andavano bene, perché erano tutti troppo meglio. Fanculo il presente, è Woodstock la nuova mecca spirituale. Era una gara a chi ne sapeva e ascoltava di più, internet non c'era (almeno a casa mia) e la cultura te la facevi a forza di libri, speciali su MTV e dischi masterizzati. Se avevi i soldi te li compravi, ma chi ce li aveva i soldi?! (intanto avevo cambiato amici)
Si parlava di tanti gruppi, chitarristi mondiali, cantanti drogati, e quando la discussione si faceva accanita si finiva sempre per tirare fuori lui. Frank Zappa. Parlare di Zappa faceva molto spocchia, era da intenditori e tutti ne parlavano un gran bene. 
Frank lì, Frank là, è un mito, ha fatto questo e quello. Ok ma diciamocelo: ma chi cazzo l'ascoltava Frank Zappa? 
Tutti a parlarne ma alla fine non se lo inculava nessuno. Povero Frank si meritava meno parole e più dischi comprati.
Dopo gli anni '70 sapete anche voi cosa c'è. Purtroppo si. Il Metal. 
Ragazzi ve lo giuro io ci ho provato, ho ascoltato tutto quello che c'era da ascoltare. Perdonatemi. A me gli assoli di 5 minuti, gli urli, i rimandi satanici e quant'altro mi fanno profondamente cagare. 

L'arrivo del Metal segnava una nuova svolta e imponeva un cambio di look. I capelli lunghi, gli anfibi, il giacchetto di pelle, le Tshirt dei Metallica e tutto rigorosamente nero. D'inverno hai freddo e d'estate hai caldo. Mai una ragazza e quando c'erano era un qualcosa di veramente lontano dal mio concetto di donna.
Allora ho provato con il Punk.
Ho abbandonato subito.
Non ero tagliato per la vita da Punk. Odiavo vestirmi da poveraccio, bere vino terribile alle tre del pomeriggio e vomitare mezz'ora dopo. La musica non era così trascendentale, e ad eccezione di qualche gruppo mi sembrava tutta uguale. Intanto fiorivano tutte queste cover band improvvisate dove l'importante non era suonare ma essere Punk. E io non lo ero.
Quindi.
Fanculo il Punk. Fanculo il Metal. Fanculo le cover band. 
Avevo scoperto il Cinema, Bob Dylan, Sinatra e un sacco di roba non schierata. Mi vestivo come cazzo mi pareva ed avevo smesso di girare con diversa gente. Avevo ripreso gli amici storici, quelli di paese che se ne fregano delle convenzioni sociali e vogliono divertirsi.
Avevamo la macchina e volevamo la discoteca, con la sua musica brutta e fastidiosa, e quella cosa che il Metal non aveva ma a quell'età contava più di tutto. E non era certamente l'ecstasy.

Conclusione:
Se non avete mai ascoltato All That She Wants non potete capire gli anni '90.


7 commenti:

Luca Sardella ha detto...

per non parlare della cover di Leone Di Lernia: Cumbà Giuan (All That She Wants)

Federico ha detto...

Tutto molto vero...potrei aggiungere che nella mia zona c'erano gli orribili giubbotti "Essenza", quelli con la chiusura a ganci, e che al pari di Zappa, nelle conversazioni di cinema molti tiravano fuori come Jolly Pasolini...

Straf ha detto...

e chi non l'ha ascoltata almeno una volta?
Le Buffalo?
Le Hogan di oggi.
Che, tra parentesi, odio.

Watanabe ha detto...

@Federico: eh si Pasolini e Tarkovsky erano gli assi pigliatutto nelle conversazioni di cinema.

@straf: Giusto. Altro che i tormentoni di LadyGaga questa song l'hanno passata fino allo sfinimento.
Cavolo anche le hogan non scherzano, però resto convinto che le Buffalo con la mega "zeppa" e il design fintofuturista fossero il top del brutto.

tokyo40hrz ha detto...

Bel post e decisamente veritiero. Pero' a me gli anni novanta son proprio piaciuti (a parte il servizio civile) e posso dire di essermeli goduti abbastanza.

Watanabe ha detto...

Grazie Lorenzo.
Erano forti gli anni 90. Ve la dovevate spassare di brutto.
Io alla fine li ho solo sfiorati visto che la patente l'ho presa ad inizio millennio.
;)

Sevenbreads (Michele Settepani) ha detto...

è il mio periodo... 2-3 anni fa tutti attorno a me spendevano 200 euro per le hogan, io li dirottai sull'ipod touch (allora ancora poco diffuso). Così mi ritrovai a chiedermi: e ora che canzoni ci metto? e a poco a poco scoprii (e continuo tutt'ora a farlo) i vari Nirvana, Oasis, Led Zeppelin, AC/DC ecc... oggi sono ancora alla fase del metal e delle discussioni su Satriani (anche lui conosciuto ma non ascoltato da nessuno)